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i documenti de Raixe Venete NEL MEZZOGIORNO UN LAVORATORE SU CINQUE E' IRREGOLARE
stanpa adeso STANPA

Il Mezzogiorno si conferma la patria del sommerso, con oltre un lavoratore su 5 irregolare (23% la percentuale delle Regioni del Sud), a fronte di una media del Centro-Nord dell'11,9%. Una patria senza alcuna enclave, perche' nelle regioni meridionali il tasso di irregolarita' risulta piu' alto in tutti i settori produttivi.
E' quanto emerge dal rapporto Svimez sul sommerso diffuso oggi, che segnala anche, a livello nazionale, un incremento della diffusione del lavoro irregolare, passato dal 14,5% del 1995 al 15% del 2001.

Il gap tra Sud e Centro-Nord - sottolinea l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno - e' particolarmente elevato nel settore industriale (19,5% gli irregolari nel meridione, contro il 5,3% del nord), mentre lo scarto minore, ''sebbene ancora piuttosto significativo'', si registra nei servizi (15% contro il 3,8% al Nord).
A livello regionale, il record spetta alla Calabria dove, nel 2001, quasi 3 lavoratori su dieci sono irregolari. Seguono la Campania, dove il tasso di irregolarita' e' del 25,3%, e la Sicilia (24,2%). Mentre l'unica realta' meridionale che presenta un tasso di irregolarita' inferiore alla media nazionale e ad alcune Regioni del Centro-Nord e' l'Abruzzo che, con una percentuale del 14,4% si piazza meglio del Lazio (17,6%), della Valle d'Aosta (16,7%) e dell'Umbria (14,6%).

Contro questo stato di cose, la Svimez sottolinea la necessita' di una diversificazione degli interventi, a fronte di situazioni fortemente differenziate, e suggerisce alcune misure come quelle volte a ridurre i costi di transazioni improprie (da quelle legali, ma con elevata onerosita', a quelle illegali come il pizzo e l'usura), quelle per migliorare l'efficienza, le convenienze e la redditivita' delle imprese poco produttive, e quelle volte a migliorare il clima di convivenza civile. Nella tabella, il tasso di irregolarita' nelle Regioni italiane nel 1995, 1999 e 2001 (elaborazioni Svimez su dati Istat per il 1995 e 1999; valutazioni Svimez per il 2001):


Regioni 1995 1999 2001
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Piemonte 10,3% 10,6% 10,3%
Valle d'Aosta 16,0% 16,7% 16,7%
Lombardia 11,4% 10,9% 10,5%
Trentino Alto Adige 12,8% 12,5% 12,0%
Veneto 11,2% 11,0% 10,7%
Friuli Venezia Giulia 11,5% 10,6% 9,5%
Liguria 12,8% 13,4% 13,5%
Emilia Romagna 10,7% 10,4% 10,1%
Toscana 11,9% 12,8% 12,7%
Umbria 14,7% 14,7% 14,6%
Marche 11,7% 12,8% 12,8%
Lazio 16,5% 17,9% 17,6%
Abruzzo 12,1% 13,2% 14,4%
Molise 14,2% 16,5% 17,7%
Campania 23,8% 25,9% 25,3%
Puglia 19,4% 19,7% 21,1%
Basilicata 17,1% 19,3% 20,7%
Calabria 28,1% 27,8% 29,5%
Sicilia 20,3% 24,1% 24,2%
Sardegna 16,4% 20,6% 20,2%

Centro-Nord 12,1% 12,2% 11,9%
-Nord-Ovest 11,3% 11,1% 10,8%
-Nord-Est 11,2% 10,9% 10,5%
-Centro 14,2% 15,2% 15,1%
Mezzogiorno 20,7% 22,7% 23,0%

27/11/2003 12:13

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