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i documenti de Raixe Venete Depositata ieri in Procura l'istanza di sequestro: ipotizzata la truffa
stanpa adeso STANPA

Domenica, 5 Gennaio 2003

Da una parte la richiesta di sequestro, dall'altra l'avvio di una raccolta di firme per indire un referendum popolare. L'affare-Napoleone riserva, tra annunci e polemiche, ogni giorno una sorpresa: ieri, l'avvocato Mario d'Elia ha presentato in Procura l'istanza per porre i sigilli alla scultura di Domenico Banti, appena arrivata dagli Stati Uniti, e ipotizzato il reato di truffa ai danni del Comune qualora dovesse essere esposta al museo Correr una statua non autentica. È questo il sospetto degli anti-bonapartisti, sulla base del raffronto tra un'incisione dell'epoca che raffigurava l'opera e la scultura acquisita lo scorso anno - con i finanziamenti del Comitato francese per la salvaguardia di Venezia e della Fondazione Carive - all'asta da Sotheby's. Stando a questa ipotesi - tutta da verificare - i 335mila dollari sarebbero stati spesi per acquisire un falso o, quantomeno, un'opera ritoccata in un'epoca successiva da mani diverse da quelle dell'artista al quale viene attribuita. Quindi, anche Comitato francese e Fondazione veneziani potrebbero figurare tra le parti lese.
Ma, al di là del (presunto) "giallo" storico-artistico e dell'eventuale inchiesta giudiziaria, la polemica sull'ospitalità offerta dal Comune all'"invasore" si arricchisce dell'iniziativa referendaria: «La prossima settimana - annunciano Gianpaolo Borsetto e Luigi "Gigio" Zanon, per conto degli anti-bonapartisti - inizieremo una raccolta di firme» per rimettere «al popolo l'ardua sentenza».

L'assessore alla cultura, Marino Cortese, non finisce di «stupirsi» di fronte agli argomenti dei contestatori: «Mi pare una bufala di un provincialismo senza fine. Che si voglia valutare l'operato di Napoleone per ciò che ha fatto a Venezia mi sembra riduttivo, se non ridicolo. Certe affermazioni continuano a sorprendermi». La disputa, comunque, è destinata a svilupparsi anche a Ca' Farsetti: il consigliere comunale dell'Udc, Paolo Bonafè, ha chiesto infatti che sia convocata una seduta della commissione cultura per l'audizione del comitato anti-bonapartista.

E intanto, nonostante le polemiche, il direttore dei Musei civici, Giandomenico Romanelli non nasconde un po' di soddisfazione. Il caso-Napoleone potrebbe trasformarsi in un "effetto trascinamento" per le visite al museo Correr. «E perché no? - si chiede Romanelli - Magari quando arriverà la statua si creerà un vero e proprio pellegrinaggio per vedere più da vicino l'opera di Domenico Banti al centro dell'interesse della città in questo momento. Beh, un po' di vivacità in uno dei musei più importanti del mondo. Se la statua di Napoleone diventasse la "star" del museo, non ci sarebbe proprio niente di male».

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