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i documenti de Raixe Venete LA STORIA DI TREVISO
stanpa adeso STANPA

La storia di Treviso è inserita in quella di quei Veneti, uno dei vari gruppi europei-arcaici di quel popolo proto-illirico, che si stanziarono nel luogo circa nel sec. X A.C. Fieri di indipendenza furono un angolo di appartati e tendenzialmente favorevoli ai Romani per il comune pericolo delle puntate gallica e carnica. Probabilmente si dettero una struttura politica federativa occasionale, contingente di città e villaggi rispondente ad esigenze difensive ma anche espressive delle attività agricola e pastorale (specie l'allevamento dei cavalli). Pertanto Treviso (nella foto una veduta aerea della città) ebbe origine in un luogo naturale d'incontro di corsi d' acqua, ramificato nelle campagne e aperto alle lagune adriatiche dal maggior fiume navigabile Sile.C' erano isolotti-dune dell'estuario del Botteniga a S. Andrea e a S. Pancrazio, altri nuclei sorgevano qua e là a cordone lungo le anse e isolotti a monte e a valle del Sile.Il nucleo centrale (villaggio) prese rilievo sugli altri come piccolo emporio campestre, con un embrione di porto che è a nord dei successivi dove oggi si incrociano il Sile e il Siletto della Roggia luogo da dove emergono dei resti di una darsena romana.Già allora "la città" aveva un nome, romanizzato poi in "Tarvisium".
I Romani giunsero nelle terre dei veneti tra il 205-2 e il 199-8 A.C. come alleati e sentiro-no il Veneto una riserva di forze fondandovi colonie.Nel '48-49 Treviso si fa città de jure e fu Municipio con un suo Agro Centuriato, ebbe ma-gistrature autonome amministrative nell' ambito dello stato unitario federativo di Roma. Treviso fu compresa nella X° Regio Venetia et Histria dell' Italia Augustea. Fu ascritta alla Tribù XVI (Claudia) romana. L'allargamento urbano si espanse fino alle dune retrostanti al Sile. Successivamente tutto fu recintato da un muro aperto a vie più regolari di cui si riconoscono oggi fondamentali tratti del Cardo e del Decumano (il Calmaggiore è la Callis Major, pavimentata dai Serviri Augustales, foto a destra) probabilmente intersecantesi nel Quadrubium (poi il medioevale Carubio) alla Croxe de Via (Incrocio di via Indipendenza).
Anche il porto fu allargato a ovest, lungo il siletto. Treviso fu centro annonario di primo ordine, in quanto punto di attrazione in terraferma, sotto Teodorico goto (Cassiodoro). La città fu punto discriminante, fra goti e bizantini. Fu patria di Totila, il glorioso capo militare dei Goti che nei suoi pressi ricacciò la riscossa di Giustiniano.
Treviso divenne uno dei 36 ducati del Regno federale longobardo. Per l'aumento di valore e la posizione geografica Treviso ebbe con Desiderio la sola zecca della Regione che emetteva i Teremissi aurei, continuerà con i Carolingi, e dopo una interruzione, fino alla dedizione a Venezia con il modesto bagatino. Treviso cristiana ebbe i suoi martiri come Teonisto , Tabra e Tabrata. A Musestre sul Sile nacque Everardo, il grande giurista barbarico, padre di Berengario poi Re d'Italia, marchese di Treviso e duca del Friuli. Il feudalesimo si forma con minor pesantezza che altrove e si ridurrà più velocemente in quanto non era stato del tutto divelto l'ordinamento dei Longobardi. Perciò la proprietà fondiaria dei secoli successivi avrà sempre un carattere diverso, pur permanendo l'elemento essenziale della vita cittadina sia di quella imperiale che ecclesiale basate sulla successione o investiture barbariche sia più tardi per l'inurbamento di proprietari terrieri e successivamente, per l'impiego di capitali d'investimento con la Serenissima degli ultimi secoli.
Dominio Comitale dei Collalto fino agli Ottoni, poi con l'Avogador ebbe una vera diarchia di strutture confuse e avverse.
Nel 1162 si ha una giurisdizione Consolare del Comitato Trivigiano. Federico Barbarossa riconoscerà la magistratura dei Consoli col diritto di erigere mura e portici (due tipicità di Treviso). Alla pace di Costanza viene riconosciuta la sovranità al Comune che divenne praticamente indipendente dall'Impero. A seguito delle vittorie di Legnano furono costruiti un gruppo di edifici attorno alla nuova sede Comunale del Palazzo dei Trecento (nella foto sotto scorcio del Palazzo dei Trecento e di Piazza dei Signori). In un quadro duplice di prosperità espansiva e di ricerca di una stabilità o superiorità politica che si pongono la decadenza del libero Comune e le disperate lotte di Signorie. I consoli furono eletti dal Consiglio Maggiore dei Trecento e dal Consiglio dei Minori con antica sede a Castello di San Andrea.

Poi furono chiamati da fuori perché estranei alle fazioni. Successivamente con la violenza la città fu presa da Podestà foresti dagli Ezzelini da Romano ai sucessivi Caminesi. Treviso accolse molti esuli specie fiorentini. Piero di Dante Alighieri vi morì. Laura di Francesco Petrarca fu sepolta con vantaggio anche culturale. Ebbe una Università, durata circa un secolo dal 1263 e un ampio movimento di filosofi. La fioritura culturale la portò ad avere nel secolo XV la terza o quarta stamperia d'Europa. Quando la Serenissima Repubblica si rende conto che le sue vie fluviali sono minacciate proprio quando i suoi commerci sono in espansione decide di occupare la terraferma che per le valli alpine la porta al cuore dell' Europa.
Gli Scaligeri cedono il Trevigiano nel 1339. I duchi d' Austria furono a Treviso per 4 anni e poi la cedettero ai Carraresi (pessimi governanti) nel 1384. Nel 1388 Venezia ritorna a Treviso. Una certa venezianizzazione di Treviso avvenne sempre dal 1388 al 1509 data della guerra della Lega di Cambrai. Nuove opere di difesa iniziarono nel 1509, la Serenissima chiamò Fra Jocondo per la sua fama di costruttore di difese belliche e idraulico e poi Bartolomeo d'Alviano per la valentia di condottiero di eserciti. I borghi circostanti furono riorganizzati. Fu necessario cambiare tutto. Le porte divennero tre, le isole da 5 a 7. La porta S. Tommaso (la più bella di tutti i territori di terra e di mare) fu terminata nel 1517. In questi secoli conventi, chiese (nel OVI secolo c'erano a Treviso venti conventi e una quindicina di chiese) e palazzi subiscono trasformazioni adattandosi al gusto e alle esigenze stilistiche del tempo, mentre le porte vengono abbellite di bassorilievi e colonne. E si arriva così al XVIII secolo. Nascono a Treviso l'Accademia Agraria e la Biblioteca comunale. A Possano il 1 novembre 1757 nasce Antonio Canora, insigne scultore che avrà il coraggio di chiedere a Bonaparte la restituzione di opere d'arte rubate nel Veneto, fra le quali i Cavalli di S. Marco. Treviso divenne una città militare dei tempi moderni anche se Venezia la riempì di conventi. Vinta la guerra di Cambiai la città non ebbe più guerre e una storia distinta da Venezia. Ci fu un periodo di scadimento sociale che durò fino a tutto il settecento gravato nelle campagne dalla presenza terriera dei "siora pavoni" di Venezia che per essi la città diventò campagna. Con l'invasione napoleonica anche Treviso finisce sotto la Francia. Bonaparte vi arriva il 2 maggio del 1797 accolto dal nobile e fiero Angolo Giustinian-Recanati che lo incontra a S. Agostino nella Locanda dell'Imperatore e gli rivolge un dignitoso saluto a nome delle genti venete, consegnandogli alla fine la spada. Dopo un paio di settimane i francesi entrano anche in Venezia ponendo fine alla ormai traballante Repubblica.
L'arrivo di Napoleone fece accendere di speranze gli animi di chi anelava un ordine nuovo, ma in realtà seguiranno anni turbinosi e grandi delusioni: il trattato di Campoformido che assegnerà il Veneto (e perciò anche Treviso) agli Austriaci, altre guerre e il nuovo arrivo dei Francesi, con le distruzioni, i saccheggi, le ruberie, le requisizioni dell'una e dell'altra Armata, che passano e ripassano rumorosamente attraverso la città, con repentini cambiamenti degli ordinamenti dei pubblici poteri, la scomparsa dei monasteri, la soppressione di parrocchie e la trasformazione di chiese e conventi in magazzini militari e caserme. Avvenimenti tutti che lasciarono segni indelebili a Treviso.
Unico bagliore di speranza fra tante calamità, il riconoscimento legislativo dell'Ateneo Veneto, polo culturale destinato ad arrivare fino ai nostri giorni. Il 2 novembre del 1813, sconfitto Bonaparte, gli Austriaci (in nome della Restaurazione) ritornarono in città per rimanervi da assoluti padroni per 53 anni. Da qui in avanti la storia di Treviso è legata maggiormente alla storia d'Italia con i moti del '48, con le guerre d'Indi pendenza, fino all'annessione della città al Regno d'Italia. Poi le due guerre mondiali, con i tragici bombardamenti aerei, le immani distruzioni e le ricostruzioni edilizie, ci hanno restituito la città di oggi alla quale il 13 aprile del 1948 fu assegnata la medaglia d'oro al valor militare per il Risorgimento e la Resistenza contro le violenze nazifasciste. Questa è Treviso, piccola città di provincia, devota a San Liberale, attraversata dal Sile, ridente di canali e rogge (nella foto sopra uno scorcio dei Buranelli), con meno di centomila abitanti, con le sue glorie e le sue tradizioni; più nota per la sua cordiale ospitalità, la buona cucina, la fragranza dei vini, il suo radicchio rosso famoso in tutto il mondo. La città in cui vissero Arturo Martini e Giovanni Comisso, con la sua gente "allegra e matarana" fedele al motto "mi no vado a combàtar", e nella quale lo sparito amicale si rinnova e si stempera tra le ciacole al mercato e quelle in osteria.






DALLE ORIGINI AL MEDIOEVO


Il primo insediamento su tre modeste alture (oggi piazza S. Andrea , del Duomo, dei Signori ) risale all'età del bronzo(secolo 15 A.C.).

In seguito (dal X secolo A.C.) si sviluppò la civiltà dei paleoveneti e nel IX a.c. si pensa che Treviso fosse in parte interessata dalle penetrazioni celtiche. Municipio romano (II secolo A.C.) non fu attraversata , in seguito al riassetto del territorio operato con le centuriazioni, da alcuna strada consolare, né dalla Postumia (Genova- Aquileia) né dalla Claudia Augusta (Altino Danubio), né dalla Annia ( Rimini Concordia), né dalla Aurelia (Padova - Asolo).

Importante era invece il territorio attorno a Treviso per il controllo delle vie di comunicazione sia dal punto di vista militare che commerciale.


TREVISO MEDIEVALE


Con la caduta dell'impero romano d'occidente nel '400, Treviso assiste allo stabilirsi nelle sue terre degli Ostrogoti guidati da Teodorico.

Con la discesa dei Longobardi, guidati da Alboino, la piccola Tarvisium viene risparmiata grazie alla sottomissione del vescovo Felice. In questo periodo nasce Venezia. Nel '774 Carlo, re dei Franchi, pone fine al dominio longobardo, dando vita ad una nuova struttura amministrativa: il Feudalesimo. Il sacro romano impero passa poi nelle mani Germaniche portando nella nostra penisola armi e armati molti dei quali rimangono, costruendo sulla vetta di qualche colle, in punti strategici, i loro castelli. Col declinare dell'autorità dell'imperatore si pone fine a secoli di sottomissione: nasce il comune. In questo periodo emergono famiglie spesso di origine transalpina. Alcune di esse passarono alla storia con il nome di uno dei loro principali castelli: Da Romano, Da Camino, Collalto, Camposampiero o con uno derivato dalle figure del loro stemma: Da Coderta; non si devono dimenticare inoltre i feudatari ecclesiastici, vescovi di Treviso e di Ceneda. Nel maggio 1164 l'imperatore Federico Barbarossa riconosce il comune di Treviso. L'ambito del comune era ristretto originariamente alla riva destra del Piave, mentre la sinistra era soggetta a famiglie, signorie e dominazioni diverse (es. Caminesi, Collalto, Veneziani). L ' indipendenza del comune di Treviso attraversa fasi alterne, come la sottomissione agli Ezzelini, ai Da Camino, per finire nelle mani degli Scaligeri e poi di Venezia nel 1339. Tra il 1329 - 1388 la Marca trevigiana attraversa uno dei suoi momenti più critici, percorsa da eserciti e sottoposta a saccheggi e rapine. Il territorio passa dall'uno all ' altro dei possessori i quali spremono fino all'ultimo denaro, requisiscono raccolti, uomini, bestiame, carri ecc… così che finalmente il dominio di Venezia fu salutato come apportatore di pace . Malgrado l'instabilità politica i secoli XIII - XIV furono importanti per la ristrutturazione e l'ampliamento della città, con la nascita di cantieri conventuali in cui lavorò anche Tomaso da Modena di grande vitalità per la vita culturale. Nel XV secolo ci fu un'intensa attività edilizia che abbellì Treviso di belle case affrescate e in stile gotico fiorito e veneziano. Con la guerra di Cambrai (1509) la città fu trasformata in fortezza in difesa di Venezia. Risalgono a questo periodo le mura che la racchiudono con un perimetro di circa cinque chilometri. La direzione dei lavori per la fortificazione fu affidata a Giovanni Da Verona, detto Fra' Giocondo, che ideò il sistema idraulico mediante il quale, innalzando le acque del Sile e quelle del Botteniga, si provocava l'allagamento delle campagne isolando le città . Nei secoli seguenti la vita fu tranquilla sotto l ' insegna del leone di S. Marco.


TREVISO NELL'ETA' MODERNA


Dopo la caduta di Venezia il periodo Napoleonico portò gravi danni al patrimonio storico - artistico della città. Seguì poi la dominazione austriaca.

Dopo l 'annessione all'Italia (1866), molte furono le opere di ristrutturazione urbana. Gravi danni la città subì nella guerra del 1915 - 1918 . Disastroso fu il bombardamento del 7 aprile 1944 che provocò circa 2000 vittime tra la popolazione civile e distrusse l'80% del patrimonio edilizio.

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