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i documenti de Raixe Venete Gli Schuetzen insistono: «Il monumento alla Vittoria va abbattuto»
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BOLZANO Per la popolazione di lingua tedesca è da sempre un’offesa.
Chiesta la costruzione di tre obelischi alti 30 metri per ricordare tutti i caduti della Grande Guerra


Il monumento alla Vittoria di Bolzano va abbattuto ed al suo posto dovranno sorgere tre grandi obelischi in acciaio inox alri trenta metri per ricordare i Caduti della Grande guerra. Lo hanno chiesto gli Schuetzen altoatesini, da anni fieri nemici del manufatto eretto ai tempi del fascismo per ricordare la fine della Prima guerra mondiale con l'annessione dell'Alto Adige all'Italia.
Sono decenni che il monumento, disegnato dall'architetto del Regime Marcello Piacentini è al centro della polemica politica in Alto Adige. Gran parte della popolazione di lingua tedesca lo considera un'offesa e una provocazione, a partire dalla grande iscrizione latina che vi campeggia: hinc ceteros excoluimus lingua, legibus et artibus, «da qui abbiamo civilizzato i barbari nella lingua, nelle leggi e nelle arti». I barbari in questione sarebbero infatti proprio i tedeschi dell'Alto Adige e la cosa non è mai stata accettata, in primis dagli Schuetzen, i tiratori scelti eredi delle truppe territoriali di Andreas Hofer, l'eroe tirolese della lotta contro i francesi.
Da qui la proposta dell'abbattimento del monumento e della sua sostituzione con tre obelischi in acciaio, alti trenta metri, per ricordare - hanno detto i responsabili dei «cappelli piumati» - tutti i Caduti della Grande Guerra, uno per i tedeschi, uno per gli italiani e uno per le truppe austro-ungariche. In più, hanno detto, visto che il monumento attuale sorge sulle rovine di un altro, dedicato dagli austriaci ai Kaiserschuetzen, l'occasione sarebbe buona anche per recuperarne le vestigia.
Per tentare di risolvere il problema del monumento in maniera meno radicale, da tempo è impegnato in prima persona il sindaco di Bolzano Giovanni Salghetti Drioli, a capo di una giunta Svp-centrosinistra. Poco tempo fa Salghetti propose che Piazza della Vittoria, dove il manufatto sorge, si chiamasse Piazza della Pace, ma in pochi mesi i cartelli con la nuova denominazione vennero tolti e tornarono quelli vecchi dopo un referendum in città nel quale la decisione del sindaco venne sonoramente bocciata. In questi giorni, sempre per «depotenziare» il monumento, l'amministrazione comunale ha deciso di collocarvi dei cartelli, nei quali si spiega il contesto storico nel quale è nato. Ma intanto le polemiche continuano, anche perché la Sovrintendenza ha deciso di iniziare grossi lavori di manutenzione dell'opera, che attendevano ormai da anni .
Per quanto riguarda il valore artistico del contestatissimo monumento, il prof. Giorgio Cricco - storico dell'arte e tra gli autori di «Itinerario nell'Arte», uno dei testi di storia dell'arte più diffusi nelle scuole italiane - spiega: «L'enfasi del regime trova significativa espressione soprattutto nelle grandi costruzioni celebrative. Uno degli esempi più rilevanti è rappresentato dal Monumento alla Vittoria di Bolzano, voluto espressamente da Mussolini e costruito a tempo di record da Piacentini tra il 1926 e il 1928». «Prendendo spunto dagli archi di trionfo romani - spiega Cricco - l'architetto mette a punto una tipologia edilizia del tutto nuova, nella quale il monumentalismo dell'ispirazione e la preziosità dei materiali (marmi e graniti colorati, porfido e bronzo) appaiono in parte temperati da un rigore compositivo di sicura matrice razionalista».
Ma questo razionalismo agli Schuetzen non basta e dunque via tutto, e che si facciano i nuovi obelischi.

17/11/2004
fonte: il Gazzettino


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