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i documenti de Raixe Venete Atlante lingue in estinzione, c'è anche il lombardo
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DE MAURO, NON MI PARE PROPRIO, MA E' GIUSTO PORRE IL PROBLEMA

(ANSA) - ROMA, 14 giu
Sono 7.200 le lingue identificate nel mondo e per queste sono stati elencati 36 mila nomi (ognuna ne ha piu' di uno): sono dati che nascono dall'attenzione al problema della varieta' e sopravvivenza delle lingue come patrimonio culturale, nato in particolare negli ultimi 20 anni, davanti al rischio di estinzione di varie di queste, per ragioni storiche e economiche e per colpa di quella che viene chiamata globalizzazione.
L'associazione 'Esperanto' a nove anni dalla prima edizione, pubblica la seconda edizione di un 'Atlante delle lingue a rischio estinzione' a cura di Stephen A. Wurm edito dall'Unesco proprio ''per porre il problema'', come sottolinea Tullio De Mauro, che fa notare nella pubblicazione alcune cose che lo lasciano perplesso.
''Si dice, per esempio, che nel Nord Italia sono in pericolo molte lingue come il ligure, il lombardo, il piemontese, oltre le quattro forme del sardo, e questo non mi pare realistico - spiega il linguista - Basta arrivare all'aeroporto di Torino per sentire parlare piemontese e, se forse a Milano il meneghino si ascolta ormai poco, basta andare in Brianza o in Valtellina per scoprire che il dialetto lombardo e' vivo''. Poi l'atlante parla di circa seimila lingue parlate nel mondo, ''quando sappiamo che ne sono state censite circa 7.200 da 'Ethnologue' il centro di Austin (Texas), che e' forse l'istituzione piu' seria in questo campo. Quindi non prendiamo questa ricerca per oro colato, ma usiamola come base per riportare attenzione sul problema''.
C'e' chi dice che in pericolo sono, nell'arco di un secolo, il 90% delle lingue oggi parlate, per estinzione delle persone parlanti (piccole tribu' in via di sparizione), per la loro dispersione come comunita', per l'invadenza delle lingue dominanti. ''L'isola neogreca che c'era in Calabria - porta come esempio sempre De Mauro - e' andata dispersa per calamita' naturali e poverta' che ha costretto all'emigrazione. L'isola neogreca in Puglia invece ha resistito e oggi, grazie alla legge che tutela le minoranze, si assiste a una sua ripresa. Il problema quindi e' di proteggere il diritto a parlare la propria lingua e investire nell'alfabetizzazione primaria. Nel mondo innanzitutto, visto l'Fmi ha minacciato il taglio di tutti fondi internazionali a quei paesi africani che perseverassero nell'insegnare la propria lingua locale. E in Europa, seguendo l'esempio di quei paesi, come la Svezia, dove le minoranze hanno diritto a scegliere a scuola una seconda o terza lingua, oltre allo svedese e magari l'inglese''.
L'atlante considera a rischio una lingua o un dialetto che non viene piu' imparato da almeno il 30 per cento dei bambini della comunita' in questione. ''Quando una lingua muore, e' tutta la visione del mondo racchiusa nel suo vocabolario che sparisce'', afferma lo studioso francese Claude Hagege. Partendo da questa idea ci sono posizioni radicali che pensano non solo una tale lingua vada descritta e catalogata, ma anche conservata in vita (il che implica a priori l'adesione degli ultimi parlanti, anche se magari sono vecchissimi e si contano in poche unita'). ''La realta' e' che una lingua e' fatta per l'uomo e non il contrario, quindi vive, si modifica e puo' morire con lui - ricorda De Mauro - e il vero problema allora e' la tutela dei diritti linguistici, dell'accesso alla lingua, che non puo' essere un obbligo''.
Il lavoro allora prosegue in due direzioni: quella della documentazione (con gli odierni mezzi audiovisivi questa puo' essere a livello altissimo), come invita a fare l'Unesco che definisce ''una perdita irreparabile per l'umanita' la scomparsa di una qualsiasi lingua'' e sponsorizza vari progetti (come il 'Rosetta' del Dipartimento di lingue per le politiche pubbliche della Sapienza) e quella appunto legislativa, ma che ha bisogno di un supporto scolastico e economico.
L'atlante dell'associazione 'Esperanto' elenca, e visualizza in cartine, tutte le lingue gia' morte e quelle a diversi livelli di rischio. In Europa, per esempio, dice che sono estinte la lingua dell'isola di Man e quella della Cornovaglia (che pero' si sta cercando di far tornare artificialmente in auge), che sono a serio pericolo scomparsa le lingue Celtiche della Gran Bretagna e Irlanda (Gaelico, Scozzese, Gallese ecc.) e in via di estinzione le lingue Saami (Lapponi), solo per fare degli esempi a noi piu' vicini.

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