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i documenti de Raixe Venete Anche il vice-presidente del Veneto firma per la Lingua Veneta
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13 ottobre 2005
CONSEGNATE AL VICE-PRESIDENTE DEL VENETO PIU' DI 5.000 FIRME PER LA LINGUA VENETA

VENETO: ZAIA, CON 5MILA FIRME PER LINGUA VALORIZZIAMO NOSTRA IDENTITA'
(ASCA) - Venezia, 13 ott - Oltre 5 mila firma di appoggio al Progetto legislativo per il riconoscimento della lingua veneta, indirizzate al presidente della Regione Giancarlo Galan, sono state consegnate stamani a Palazzo Balbi al vicepresidente della giunta veneta Luca Zaia. Le firme, di cittadini del Veneto ma anche di veneti emigrati, sono state raccolte dal Coordinamento Associazioni Venete, cui aderiscono 44 sodalizi. I firmatari chiedono al presidente e alla Giunta regionale di impegnarsi affinche' la proposta, di iniziativa dell'amministrazione provinciale di Vicenza, affiancata da quella di Treviso, venga discussa al piu' presto in Consiglio Regionale.
Il progetto in questione - hanno spiegato gli organizzatori - propone di dare dignita' alla lingua veneta inserendo la cultura locale come materia scolastica facoltativa, accanto alle altre materie, ed e' simile ad iniziative analoghe del Piemonte e del Lazio. In sostanza vogliamo dare un valore in piu' alla scuola senza imporre nulla ad alcuno'', hanno sottolineato gli organizzatori che per sostenere la proposta hanno organizzato una manifestazione a Venezia per la mattina di sabato 15 ottobre.
Zaia ha ribadito il suo appoggio all'iniziativa, ricordando che il progetto e' gia' in Commissione. ''Spero che ne esca per fine anno'', ha aggiunto Zaia. ''Nella nostra regione il 75 per cento degli abitanti parla veneto con gli amici e il 68 per cento lo parla abitualmente in famiglia; e' una espressione linguistica trasversale rispetto all'eta' e anche rispetto alle condizioni sociali. L'uso della lingua veneta, che qualcuno considera impropriamente dialetto, e' un fatto identitario - ha detto ancora il vicepresidente della Giunta regionale - e non possiamo rischiare di vedere andare al macero la nostra identita'. Con questa iniziativa - ha concluso - chiediamo che la nostra storia, quella della piu' longeva repubblica del mondo, non venga dimenticata''.
fdm/mcc/rs

(Asca)



dal Gazzettino del 14/10/2005

Cinquemila firme per la tutela della lingua veneta

Venezia
(g.t.) Oltre 5 mila firma di appoggio al progetto di legge regionale per il riconoscimento della lingua veneta, indirizzate al presidente della Regione Giancarlo Galan, sono state consegnate ieri a palazzo Balbi al vicepresidente della giunta veneta Luca Zaia. Le firme, di cittadini del Veneto ma anche di veneti emigrati, sono state raccolte dal Coordinamento associazioni venete, cui aderiscono 44 sodalizi, in gran parte durante la Festa dei veneti svoltasi a Cittadella. I firmatari chiedono al presidente e alla Giunta regionale di impegnarsi affinché la proposta, di iniziativa dell'amministrazione provinciale di Vicenza, cui se ne è aggiunta una gemella di quella di Treviso, venga discussa al più presto in consiglio regionale.

«Il progetto in questione - hanno spiegato gli organizzatori che per sostenere la proposta hanno organizzato una manifestazione a Venezia per domani mattina- propone di dare dignità alla lingua veneta inserendo la cultura locale come materia scolastica facoltativa, accanto alle altre materie, ed è simile a iniziative analoghe del Piemonte e del Lazio. In sostanza vogliamo dare un valore in più alla scuola senza imporre nulla ad alcuno».

Il vicepresidente Zaia ha ribadito il suo appoggio all'iniziativa, ricordando che il relativo progetto è già in commissione. «Spero che ne esca per fine anno - ha aggiunto Zaia - Nella nostra regione il 75 per cento degli abitanti parla veneto con gli amici e il 68 per cento lo parla abitualmente in famiglia; è una espressione linguistica trasversale rispetto all'età e anche rispetto alle condizioni sociali. L'uso della lingua veneta, che qualcuno considera impropriamente dialetto, è un fatto identitario e non possiamo rischiare di vedere andare al macero la nostra identità». «Con questa iniziativa - ha concluso - chiediamo che la nostra storia, quella della più longeva repubblica del mondo, non venga dimenticata».

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