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i documenti de Raixe Venete «Caro Galan, la violenza del Sud Tirolo potrebbe ripetersi»
stanpa adeso STANPA

Mercoledì, 30 Novembre 2005
«Qui si butta in alto la palla per schivare il problema Belluno. È offensivo voler far passare lo svantaggio della montagna per quello di tutto il Veneto. Ma Galan sappia che qui la gente è stufa. Continuare a non dare risposte politiche al problema solleva sentimenti di violenza. La situazione è esplosiva».
Guido Trento (foto), consigliere regionale della Margherita, risponde così alle resistenze del governatore veneto Giancarlo Galan di riconoscere la specificità per Belluno, paventando possibili ondate di violenza così come accadde in sud Tirolo dove tra il '56 e gli '66 si contarono circa 300 attentati ad altrettanti siti sensibili. L'obiettivo era l'annessione all'Austria, mediato poi con la concessione di più poteri legislativi e amministrativi. Così come oggi la richiesta di Lamon di passare in Trentino potrebbe essere mediata con la specificità. Per ora "l'arma" usata è solo quella del referendum, ma la proverbiale pazienza dei bellunesi, che da anni pagano e si limitano a piangere, sembra essere finita. E Guido Trento non ci pensa su due volte a dire che la rabbia potrebbe presto sfociare in violenza.«La si respira negli incontri tra la gente - afferma -, con posizioni sempre più radicali. Galan deve capire che dare la specificità a Belluno è solo un atto di giustizia. E se non lo capisce lo invito a venire a vivere qui, magari quando nevica, come in questi giorni. Le sue parole, di voler annettere tutto il Veneto al Trentino, sono una provocazione che non possiamo accettare. Lamon è solo la punta di un iceberg e il referendum potrebbe ripetersi comune dopo comune. Galan, come ha promesso in campagna elettorale, deve darci la specificità entro un anno dal suo insediamento. Farebbe quindi bene ad insediare la commissione statuto, stabilire un articolato ad hoc e una legge di attuazione».

«Aspettiamo Galan al consiglio di giovedì, ma stia attento - conclude Trento - la montagna è stanca di essere presa in giro. Se poi si dovesse ripetere la farsa, e la montagna fosse ancora una volta beffata, la parola passerà ai cittadini. E poi non dicano che i bellunesi sono sovversivi».

L. Marsiglia
fonte: il Gazzettino



Venezia. I tre costituzionalisti hanno spiegato che esiste una via giuridica per eliminare i privilegi delle Regioni a statuto speciale
I giuristi hanno indicato la strada a Galan
Fusione con il Trentino o battaglia per il federalismo fiscale? Domani confronto in Consiglio


di A. Di Lorenzo

Venezia. I tre professori hanno fatto il loro rapporto. È il primo, si riservano di approfondire lo studio, ma hanno dato al governatore una risposta rassicurante: la strada giuridica per dare al Veneto una maggiore autonomia esiste. E l’hanno indicata a Giancarlo Galan, che poi ha passato tutta la giornata in conclave per risolvere il dubbio amletico: proseguire sulla strada del referendum per l’annessione al Trentino o dare battaglia allo Stato sull’aspro terreno del federalismo fiscale. Un campo, quest’ultimo, che presuppone l’apertura di un fronte trasversale alla stessa maggioranza, che nonostante la recente devolution non è approdata a questo traguardo.

I professori (il vicentino Lucio Pegoraro e colleghi costituzionalisti Mario Bertolissi e Luca Antonini) hanno sostanzialmente riferito a Galan che il parlamento, con una legge costituzionale, può fare quello che vuole: perfino costituire nuove regioni oppure fondere quelle esistenti. E se, come vuole l’art 132 della Costituzione, la legge fosse soggetta a referendum, non ci sarebbero problemi: il quorum dei due terzi dei consensi sarebbe raggiunto anche se tutti i trentini fossero (com’è intuibile) contrari alla fusione. Di fronte al “no” dei 900 mila trentini basta e avanza il “sì” dei quattro milioni e mezzo di veneti. Ma esiste una maggioranza trasversale a Roma che voglia scardinare il sistema costituzionale italiano proponendo una modifica del genere? La palla i costituzionalisti l’hanno rilanciata nel campo politico. Di sicuro esiste una maggioranza nel Paese che non sopporta più i privilegi riconosciuti alle Regioni a Statuto Speciale, fosse la Val d’Aosta o il Trentino - Alto Adige.
Galan questo lo sa bene e sta giocando una partita importante sul campo della comunicazione: «Il Veneto deve sfruttare questa occasione - diceva l’altro ieri - per risolvere un problema insopportabile». L’occasione arriva giusto giusto domani, quando è in programma il Consiglio regionale straordinario - chiesto dallo stesso Galan e da 40 consiglieri - sul tema dell’autonomia. Il governatore vuole arrivarci con le idee chiare e, possibilmente, con una soluzione in mano. I giuristi ieri gliel’hanno confezionata. Intanto, ironia della sorte, proprio ieri Galan ha firmato un accordo con Lorenzo Dellai, presidente della Provincia di Trento, sulla gestione delle risorse idriche tra Veneto e Trentino. Galan lo definisce un «ottimo accordo», al quale si è giunti però «dopo che il Veneto fu costretto a ricorrere alla Corte Costituzionale - ricorda - che gli dette ragione nella controversia con Trento a proposito delle acque di cui sopra». Un chiaro riferimento al conflitto politico e giuridico che - ieri come oggi - oppone le due regioni. «Tutto è bene quel che finisce bene - prosegue il governatore - e dunque plaudo all’accordo con l’amico presidente Lorenzo Dellai». E sottolinea “amico”.
All’origine di questa intesa c’era un problema delicato: la gestione di due grandi derivazioni a scopo idroelettrico poste a scavalco tra i territori del Veneto e della provincia di Trento: l’impianto denominato Schener Moline, sul torrente Cismon - bacino idrografico del Brenta - e l’impianto di Bussolengo Chievo, sul fiume Adige. Per entrambi gli impianti le opere di trattenuta e di presa sono ubicate in territorio trentino mentre quelle di restituzione sono in territorio veneto. L’accordo politico raggiunto - sottolinea Galan - «regola una condivisa ed equilibrata gestione delle due grandi derivazioni».


fonte: il Giornale di Vicenza
30/11/2005

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