home-Page Raixe Venete
 » Home-PageBenvegnuo - uncuò xe   
i documenti de Raixe Venete IL QUEBEC DIVENTA NAZIONE
stanpa adeso STANPA

Voto a sorpresa in Canada:
Il Quebec diventa nazione
La Camera dei Comuni ha approvato la mozione, dopo due giorni di dibattito. Ma un ministro si dimette: 'Credo in una nazione unita, che è il Canada'.
La mozione approvata ieri è ampiamente simbolica


Ottawa, 28 novembre 2006 - La mozione che riconosce che il Quebec è una nazione in seno al Canada unito è stata approvata ieri sera dalla Camera dei Comuni, il parlamento canadese, ma la questione ha spinto un ministro a dimettersi e ha ravvivato le preoccupazioni su un nuovo passo verso la sovranità della provincia.

Dopo due giorni di dibattito, i deputati dei quattro partiti presenti ai Comuni hanno approvato con 266 voti contro 16 la mozione presentata dal primo ministro Stephen Harper.
La mozione dei conservatori è stata la conseguenza della mozione presentata la settimana scorsa dal Bloc Quebecois, il blocco del Quebec, che proponeva di riconoscere che "i cittadini del Quebec formano una nazione". Costretto a prendere posizione, il premier ha sorpreso tutti presentando una sua mozione aggiungendo le parole "in seno al Canada unito" alla versione del Bloc.

La mozione approvata resta ampiamente simbolica, poiché non implica alcun emendamento costituzionale o modifica della legge.La popolarità dei conservatori, spera il premier, dovrebbe accrescersi catturando i favori degli elettori tradizionalmente liberali della provincia francofosa. "Questo governo crede fermamente che l'ora è venuta per una riconciliazione nazionale" ha dichiarato Stephen Harper davanti alla Camera dei Comuni prima del voto. Altri però temono che questa mozione possa rinvigorire le speranze dei separatisti del Quebec o di altri gruppi etnici e indigeni del Paese, che potrebbero reclamare un simile rinoscimento.

All'inizio percepita come una tattica astuta, la mozione del primo ministro ha mostrato divergenze in seno allo stesso governo, provocando ieri le dimissioni del ministro degli affari intergovernativi e dello sport dilettante, Michael Chong (nella foto). In una conferenza stampa, Chong ha confermato di aver preso la decisione di offrire le sue dimissioni dal consiglio dei ministri perché non poteva votare a favore della mozione che riconosce che "i cittadini del Quebec formano una nazione in seno al Canada unito".

"Io credo in una nazione unita ed è il Canada" ha dichiarato Chong, che vede nella mozione di Harper un "riconoscimento etnico" che lui non può appoggiare."Benché io sia leale verso il mio partito e il mio capo, io sono prima di tutto leale verso il mio Paese. E' a causa di questo principio fondamentale che io non posso appoggiare la mozione che riconosce il Quebec come una nazione" ha proseguito l'ex-ministro, che è stato sostituito nelle sue funzione da un altro residente nell'Ontario, Peter Van Loan.

Fonte: Il Resto del Carlino
27 nov 2006



Canada: parlamento riconosce 'nazione' Quebec

OTTAWA - Il Parlamento canadese ha adottato una risoluzione che definisce il Quebec "una nazione in seno a un Canada unito", una decisione dalla portata soprattutto simbolica, ma che suscita polemiche e preoccupazione per l'unità del Paese, ed ha già indotto un ministro a dimettersi.

La risoluzione, presentata dal primo ministro conservatore Steohen Harper, è stata approvata in serata a schiacciante maggioranza - 266 voti contro 16 - dalla Camera dei Comuni, il ramo eletto del Parlamento.

Il testo, che aveva l'appoggio dei quattro partiti rappresentati alla Camera, ha provocato le dimissioni del ministro degli Affari intergovernativi Michael Chong. Chong ha detto che il riconoscimento della nazione del Quebec fornisce argomenti agli indipendentisti.

Gli indipendentisti hanno annunciato l'intenzione di organizzare un terzo referendum sull'indipendenza della provincia francofona se ritorneranno al potere nel Quebec. Nei referendum del 1980 e del 1995, gli abitanti della provincia si erano pronunciati contro la separazione dal Canada, anche se la seconda volta di stretta misura.

ATS
Fonte: TicinOnLine
28/11/2006


Status speciale per il Quebec: il sì di Ottawa

Come era nelle previsioni la camera dei deputati canadese ha ieri approvato a larghissima maggioranza la mozione presentata dal governo di Stephen Harper che riconosce al Québec lo status di «nazione all'interno di un Canada unito».

Ufficialmente tutti i partiti hanno votato a favore, anche se gli unici compatti sono stati i membri del Bloc Québecois e dell'Ndp. Sia nei ranghi del Partito Liberale, sia tra quelli del Partito Conservatore ci sono state delle clamorose defezioni.

Il voto finale è stato quindi di 266 voti a favore e 16 contrari. Tra questi, oltre a Volpe, anche gli italocanadesi Joe Comuzzi e Maria Minna. Respinta invece la mozione di Duceppe, con i voti contrari di tutti i partiti ad eccezione del Bloc.

Il voto era stato preceduto da una serie di eventi che avevano coinvolto anche lo stesso governo di Stephen Harper. Infatti il suo sottosegretario per gli Affari Intergovernativi Michael Chong aveva rassegnato le sue dimissioni dal governo preannunciando il suo voto contrario alla mozione presentata dal suo primo ministro: «La mia decisione - ha detto Chong - non vuole essere in alcun modo una sfiducia contro il mio partito ed il mio leader. Sono fedele al mio leader ed al mio partito, ma la prima fedeltà va al mio Paese». Chong ha sottolineato di non sentirsi a suo agio «appoggiare una mozione che riconosce uno stato speciale ad un gruppo a scapito di altri».

Harper, come è consuetudine, aveva lasciato i suoi deputati di votare liberamente anche se i membri del governo sono costretti a votare a favore di una mozione in segno di solidarietà con i loro colleghi.

Come si ricorderà anche l'ex ministro liberale per gli Affari del Nord Ontario, Joe Comuzzi, fu costretto a dimettersi quando votò contro la mozione che riconosceva il diritto di persone dello stesso sesso di sposarsi. «Io credo - ha detto Chong - in questa nazione chiamata Canada unita ed indivisibile. Si tratta di un principio dal quale non posso prescindere».

Chong, che rappresenta il distretto dell'Ontario di Wellington-Halton Hills, ha detto comunque che rimane conservatore e che continuerà ad appoggiare la linea politica del governo Harper. Il primo ministro non ha voluto fare alcun commento sulle dimissioni del suo Sottosegretario.

Grosse polemiche anche all'interno del Partito Liberale dove nel fine settimana, come avevamo preannunciato nella edizione di ieri del Corriere Canadese, è in atto un duro braccio di ferro tra l'attuale leadership liberale che fa capo a Bill Graham ed il gruppo dei loyalist che si rifanno all'ex primo ministro Pierre Trudeau.

Graham ed i suoi consiglieri avevano tentato per l'intera settimana di avere un gruppo compatto, soprattutto tra i candidati alla leadership, a favore della mozione votata ieri sera.

Invece è stato prima Gerard Kennedy nella serata di domenica ad annunciare il suo voto contrario, quindi nel primo pomeriggio di ieri c'è stata la decisione di Ken Dryden che ha preannunciato il suo voto contrario e, qualche ora dopo, anche l'on. Joe Volpe.

Quest'ultimo ha messo in risalto la necessità di difendere il diritto di tutti i cittadini all'uguaglianza di fronte alla legge: «Riconoscere lo status speciale ad un solo gruppo a scapito degli altri non favorisce certamente l'unità del Paese ma si incoraggia altri a fare richieste simili». Kennedy, ovviamente, non potrà votare non avendo un seggio in Parlamento, ma ha definito la mozione pericolosa e che favorisce le divisioni all'interno del Paese.

Voto a favore invece è stato preannunciato da tutti gli altri, anche se l'appoggio di Stephan Dion, considerato un convinto federalista, e di Bob Rae appare molto tiepido.

Chi invece è profondamente a favore è Michael Ignatieff, vale a dire colui che ha sollevato il problema qualche mese fa riportando, secondo i suoi critici, l'attenzione su una vicenda che invece sarebbe dovuta rimanere fuori dal dibattito politico soprattutto all'interno del Partito Liberale.

Ciò perché questo fine settimana i delegati liberali si daranno convegno a Montréal per eleggere il loro nuovo leader ed una divisione su un tema così delicato non potrà certamente favorire la ripresa del partito tra gli elettori canadesi e soprattutto tra quelli del Québec. Secondo alcuni osservatori, infatti, questa presa di posizione di Ignatieff potrebbe costargli la vittoria finale.

Il voto dei circa 5.000 delegati per l'elezione del successore di Paul Martin ci sarà nella giornata di sabato.

Fonte: www.corriere.com Grâce au Bloc Québécois, le Canada devient le premier pays à reconnaître officiellement la nation québécoise

Ottawa, le vendredi 24 novembre 2006

« (…) Je constate aujourd’hui que pour la première fois, l’Assemblée nationale est unanime et les partis de la Chambre des communes sont unanimes à reconnaître le fait que les Québécoises et les Québécois forment une nation. Ils forment une nation et ce fait est maintenant reconnu aussi bien à Québec qu’à Ottawa.

Pour régler cette question définitivement, le Bloc Québécois sera à la hauteur de ses responsabilités. Pour les intérêts supérieurs du Québec, j’annonce que le Bloc Québécois va voter en faveur de la motion du Premier ministre. (…) Maintenant que la question du statut du Québec est symboliquement réglée par la reconnaissance unanime des partis de cette Chambre, nous pourrons passer à l’étape suivante. En effet, les nations ont des droits. (…)

Les Québécoises et les Québécois sont sans doute ravis d’être enfin reconnus pour ce qu’ils sont. Mais ils attendent maintenant de voir quelle sera la suite. Pour le moment, les fédéralistes ne proposent strictement rien à la nation québécoise. Il ne pourra plus en être ainsi et le Bloc Québécois va s’assurer qu’il y ait des suites à cette reconnaissance.

Nous devons nous réjouir du fait que cette semaine, le Canada est devenu le premier pays à reconnaître officiellement la nation québécoise. Et un jour, il y en aura d’autres, beaucoup d’autres. »

Gilles Duceppe (Bloc Quebecois)


Canada: il parlamento riconosce il Quebec come "nazione"

"Il Quebec è una nazione in seno a un Canada unito". Così il parlamento canadese ha accettato di definire la provincia francofona: la camera dei comuni ha adottato a larga maggioranza una risoluzione presentata dal premier conservatore Stephen Harper e appoggiata da tutti e quattro i partiti rappresentati alla camera.

La definizione è simbolica e non modifica lo statuto della provincia, che già gode di una certa autonomia. Eppure, il testo provoca preoccupazioni per l'unità del paese. Gli analisti vedono in questa risoluzione una mossa elettorale: nessun gran partito canadese puo' raggiungere una larga maggioranza senza il Quebec, provincia grande tre volte la Francia. Il testo ha portato anche alle dimissioni del ministro degli affari intergovernativi, Michael Chong: "Credo che riconoscere il Quebec come una nazione sebbene all'interno di un Canada unito, non faccia altro che affermare un nazionalismo etnico che io non posso sostenere". Gli indipendentisti del Quebec hanno annunciato che, se ritorneranno al potere, organizzeranno un terzo referendum sull'indipendenza dopo gli ultimi due falliti.

Fonte: euronews.net

 RAIXE VENETE - el jornale dei Veneti    »   fa' de RaixeVenete.net la to pajina inisiale!