STANPA
LA RICORRENZA
(a.fr.) Si sono inginocchiati davanti al gonfalone marciano, poi, esattamente come 210 anni fa, l'hanno riposto sull'altare della chiesa. I turisti di passaggio a Perasto , all'ingresso delle Bocche di Cattaro, in Montenegro, avranno pensato a una delle tante manifestazioni festaiole dell'estate. Sono bastati gli sguardi commossi di alcuni dei partecipanti a far capire che la rievocazione vissuta alcuni giorni fa sull'altra sponda dell'Adriatico era qualcosa di diverso. L'omaggio a quei ultimi sudditi della Serenissima che furono gli ultimi ad arrendersi alla storia che, pochi mesi prima, aveva cancellato la repubblica di San Marco.
Era il 23 agosto 1797 quando Giuseppe Viscovich, capitano di Perasto , ammainava la bandiera di San Marco pronunciando quelle parole («ti co nu, nu co ti») di fedeltà allo Stato al quale i perastini erano rimasti fedeli per 377 anni. La Serenissima, com'è noto, era caduta tre mesi prima, con l'abdicazione all'Austria del doge Ludovico Manin. All'epoca non c'era il telegiornale, e nemmeno il telegrafo, e le notizie facevano fatica a diffondersi. A quella notizia però gli ultimi sudditi dello stato da mar non volevano credere. Ma alla fine, con i militari austriaci alle porte, anche Perasto aveva dovuto cedere, e i suoi abitanti avevano preferito ammainare da sè il loro gonfalone e sotterrarlo sotto l'altare della chiesa, piuttosto che consegnarlo al nemico.
A far rivivere l'episodio è stata l'associazione culturale Veneto nostro, assieme alla Comunità degli italiani di Montenegro e degli Amici di Perasto , dei Dalmati italiani nel mondo e del Reggimento Veneto-Real. A dare maggior spessore alla rievocazione è stata la presenza del vice ambasciatore in Montenegro Rotelli, del console di Dubrovnik Bongi, del consigliere regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti, del dirigente della Giunta regionale Diego Vecchiato e di un altro esponente venetista, il vicentino Ettore Beggiato, oltre alle autorità locali di Cattaro.
Nel corso dell'incontro i rappresentanti della Regione hanno annunciato l'impegno al restauro dei beni architettonici di Perasto (che una volta contava tremila abitanti, ora ridotti a trecento), mentre il sindaco di Cattaro ha auspicato il rafforzamento degli scambi culturali e commerciali con il Veneto. Più in là si è spinto Ciambetti, che ha auspicato l'ingresso del Montenegro nella Ue: un omaggio a quelle comuni radici che, più di due secoli fa, portarono Perasto a rendere l'ultimo omaggio alla bandiera di San Marco. Vinti ma non sottomessi.
Fonte: il Gazzettino
28/08/2007
|