STANPA
A TUTTI I MASS MEDIA
Egregio Direttore,
sono un ragazzo veneto di trent’anni e scrivo questa lettera a tutte le maggiori testate giornalistiche europee in riferimento a ciò che sta succedendo a Napoli.
Ho visto che tutte le maggiori Televisioni europee e non, trattano quotidianamente l’argomento classificandolo con le peggiori qualifiche, e mi trova perfettamente d’accordo. Finalmente, nei servizi esteri, ho sentito nominare la parola Camorra! Nei telegiornali nazionali, invece, tale parola è spesa con molta parsimonia, quasi innominabile, perché nominandola bisognerebbe associarla ai responsabili della situazione: i politici. Il sistema Italia è un sistema in cui politica e mafia da sempre vanno a braccetto, fin dai tempi in cui Garibaldi stesso fu pagato e sostenuto dal binomio famoso.
Noi veneti non siamo affatto così. Molti enti turistici veneti in questi giorni stanno sottolineando questo fatto attraverso delle campagne pubblicitarie rivolte a quei paesi europei che più di altri hanno un buon rapporto con la nostra regione in termini turistici. Con questa lettera non voglio aggiungermi a questo tipo di reclame turistica, ma dire a tutti i cittadini europei che il Veneto e i veneti non c’entrano assolutamente nulla con gli italiani. Lo dice non solo la storia recente, ma la storia della penisola italiana fin dall’unione dell’ Italia, avvenuta con mezzi illeciti e truffe. Non pretendo che tutti i cittadini europei conoscano tali avvenimenti, dal momento che molti veneti non ne sono a conoscenza, grazie ad una manovra di distorsione storica che l’ Italia ha adottato da sempre nei programmi ministeriali, al fine di mantenere il dominio del mio popolo, storicamente indipendente e lontano anni luce dalla cultura e dalla storia degli altri popoli che compongono questo stato che personalmente reputo criminale, in quanto della criminalità ne è parte attiva.
In questi giorni le cariche di questo stato stanno facendo appelli affinché la spazzatura della Campania venga smaltita dalle regioni che posseggono apposite strutture. La nostra regione si è giustamente rifiutata di provvedere a risolvere un problema non suo e che non ha contribuito a creare, anzi, con il prelievo fiscale lo stato ha ricavato da tutta Italia 2 milioni di € per tale problema campano: il problema è peggiorato e i soldi scomparsi, compresi i milioni giunti dalla comunità europea. A causa del nostro rifiuto siamo stati, implicitamente e non, classificati come razzisti, qualifica che da anni contraddistingue la nostra gente, per il semplice fatto di essere diversa e poco italiana. Il mio popolo chiede da moltissimo tempo la possibilità di una riforma fiscale che preveda un federalismo, nessuno dei signori che oggi piangono fra la spazzatura ha mai spezzato una lancia a favore di una riforma del genere, ma noi non abbiamo mai definito nessuno razzista, perché non si tratta di razzismo, ma di interessi. La nostra regione riempie da sempre le casse dello stato e lo stato divora i nostri soldi senza nemmeno darci la possibilità di parlare la nostra lingua, di avere una giustizia storica sui fatti che hanno portato l’annessione del Veneto all’ Italia, di coltivare la nostra cultura, di appendere le nostre bandiere sui campanili.
Egregio direttore, cari cittadini europei, sappiate che c’è un popolo, in Italia, che italiano non è, e al quale si fa grande disonore chiamandolo italiano. Per favore, chiamateci Veneti.
Lettera firmata
Lettera alla Redazione di Raixe Venete
18/01/2008
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