STANPA
Dino da Sandrà protagonista di una serie di animazioni nate in collaborazione con il Consiglio regionale
di Marco M. Gasparin
VENEZIA (24 ottobre) - Chi meglio di Dino da Sandrà come ambasciatore del Veneto e dei veneti su internet? L'idea si sta concretizzando in una serie di video promossi e sponsorizzati dal Consiglio regionale aventi per protagonista appunto Dino, cicerone in lingua veneta che spiega ai suoi interlocutori la storia dei veneti e i detti popolari.
Per chi ancora non lo conoscesse è necessario fare un passo indietro: il Dino è il protagonista di una serie di cartoni animati in Flash partoriti dalla fervida immaginazione del veronese Nicola Brusco (ideatore di una galassia di personaggi, dal MagoG all'Ometto timido, dal professor Dindiot alla famiglia Signappola) che lo vedono affrontare le tematiche più svariate - dai decreti legge contro la prostituzione all'immigrazione, da facebook allo spritz, passando per il rapporto con le suocere e l'altro sesso -, il tutto da dietro il bancone di un'osteria, parlando rigorosamente in lingua veneta.
La parlata del Dino, la sua saggezza da osteria infarcita di proverbi veneti e condita con commenti salaci ne hanno fatto diventare un po' alla volta il personaggio più amato di quelli creati da Nicola Brusco, con tanto di sito internet personale, di pagina su Facebook (la pagina personale conta qualcosa come 5.000 amici) e - dal 2008 - un'associazione culturale che riunisce i suoi fan più attivi, "I amici del Dino", costituitasi con degli obiettivi precisi, tra i quali "l'attività di recupero e conservazione della storia, della cultura, delle tradizioni e dei valori popolari del Veneto; l'attività di promozione del territorio veneto e delle sue peculiarità storiche, artistiche, ambientali, enogastronomiche ed economiche".
In questo solco nascono i cartoni animati sui proverbi e la storia dei veneti (in due parti). L'idea di fare affrontare al Dino tematiche legate al veneto è nata durante un incontro tra l'autore e il presidente del Consiglio regionale Marino Finozzi (anch'egli "amico del Dino"). Nel progetto sono state coinvolte le Bronse Querte e l'associazione "Raixe venete".
Rispetto al "tradizionale" cartone animato del Dino c'è uno scostamento, spiega Nicola Brusco: «Il ritmo diventa più lento, le battute magari non sono così graffianti e il dialogo diventa lezione. Una lezione che però, mi auguro, non è noiosa: il modo giusto per attirare bambini e adulti che di fronte a un testo di storia forse si stuferebbero e non riuscirebbero ad arrivare in fondo. E poi il Dino è anche questo: un personaggio adatto per una bevuta in compagnia, ma anche un uomo che ha una certa cultura e può insegnarci qualcosa. E se gli chiediamo, lo fa volentieri!»
fonte: http://gazzettino.it/articolo.php?id=77878
26/10/2009
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