STANPA
E' nelle edicole, come un dono inatteso e prezioso, il libro che finalmente aiuta a fare ampia chiarezza sulla epopea che ha dato avvio ad una profonda benefica rivoluzione nelle Venezie e in Italia: la pacifica rivoluzione federalista, la missione epocale svolta dalla Liga Veneta. Fino ad oggi vari corifei non imparziali, o fin troppo frettolosi e strabici, hanno creato e moltiplicato attorno alla Liga, a ridosso d'essa, zone d'ombra e selve oscure, sabbie mobili, cortine fumogene e labirinti di rovi. Questo testo rimuove tutto ciò con limpida semplicità, con una disarmante marea di dati oggettivi. Sgombrato il campo da macerie e scorie inquinanti, l'origine e le finalità della Liga, le sue vicende ed il suo storico ruolo risaltano in piena luce. È opera certosina e puntuale di Gianfranco Cavallin; ed è la stessa genesi del testo ad offrire seri motivi di riflessione. Cavallin è chiamato dal primo deputato leghista a contribuire alla gestione degli esiti del surreale «congresso» del 9 ottobre 1983: inizia a conoscere quindi la Liga attraverso il racconto dei soci di questi. Comprende ben presto che il quadro che gli viene offerto non sta in piedi, che non regge, che fa acqua da ogni parte. Inizia allora a contattare ed interrogare, con una cura che non ha precedenti, personaggi e protagonisti del mondo lighista, a raccogliere documenti e testimonianze in quantità impressionante. Tenta mediazioni, percorsi di accordo, registra le diverse reazioni e risposte alle sue iniziative e progetti. Oggi col suo libro dimostra proprio a tutti che le «informazioni» per oltre un quarto di secolo diffuse dai partiti non hanno fondamento: che quelle che tanto hanno scosso la Liga ed i suoi elettori non furono delle «baruffe» («in famiglia» o «chioggiotte»), ma le fasi di uno scontro omerico tra due diverse concezioni dello Stato e della politica, della civiltà e della cultura, dell'economia e della morale. A differenza di decine di giornalisti e saggisti che per decine di anni hanno riciclato l'uno le citazioni taroccate dell'altro, Cavallin affida al lettore documentazioni incontrovertibili. L'onestà e l'affidabilità di quest'opera risaltano ancora più ampiamente dal confronto con la miserevolezza delle invenzioni fasulle, con la contraddittorietà delle partigianerie depistanti e meschine che hanno caratterizzato e segnato le «Storie» della Liga e della Lega comparse fino ad oggi. Per la prima volta la Liga è raccontata attraverso i materiali originali, di prima mano, le interviste coerenti, le testimonianze dei veri protagonisti. Si comprende, o si inizia a comprendere, anche, che il rapporto con la Lega Lombarda (generata, allattata, educata dalla Liga Veneta) è assai più complesso di quanto fino ad oggi si sia voluto far credere.
M.Bonato
07/02/2010
Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it
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